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Appassionati di Roomba, attenzione: possono violare la vostra Privacy

Categorie: Tecnologie News | Massimo Carlone | 30-07-2017 | 0 Commento

Avete comprato uno di quei robottini rotondi per pulire i pavimenti di casa vostra? Un Roomba? Tenete conto che in futuro, questi possono diventare dei preziosi fornitori d’informazioni di tutte le case pubblicitarie.

Robottino che pulisce tutto… tranne la memoria

In un certo senso, il termine Roomba appartiene a tutti questi piccoli robottini rotondi che passano in giro per casa nostra per pulire tutto quello che trovano sul pavimento, usando una grande serie di sensori per memorizzare il percorso migliore e capire sempre meglio ogni giorno dove si trovano i luoghi più sporchi e i mobili che possono bloccare il tragitto. Non tutti hanno questa particolare funzione ma, vari sistemi di Roomba – in particolare quelli iRobot – parteciperanno ad un sistema proposto da Amazon, Google ed Apple per migliorare i vari sistemi casalinghi basati sul sistema Smart.

Per fare ciò però, il produttore deve fornire tutte le schematiche che i robottini hanno accumulato negli anni. Posizioni di case, mobili, percorsi, tutto ciò che riguarda la posizione di quel che abbiamo e facciamo: chiaramente la cosa non è piaciuta a tutti, anzi. Dire che chiaramente verranno fornite informazioni sull’interno di casa nostra per migliorare i servizi non sembra esattamente una proposta allettante, specialmente per quel che concerne la Privacy. Ma in fondo, quante informazioni stiamo già fornendo ai servizi di ricerca, social networking e shopping vario?

Roomba pubblicità

Fatto sta che certo, naturalmente, queste informazioni possono far comprendere molto e possono migliorare parecchio la sperimentazione e l’informatizzazione di vari apparecchi Smart Home. E possono anche far gola a tutte le case pubblicitarie, dando ancora di più strada a tutte le pubblicità che possono essere lanciate sui nostri dispositivi senza che noi abbiamo attualmente fornito nulla.

Certo, in futuro riceveremo delle richieste riguardanti la solita “Telemetria” o la condivisione di dati “anonima”, ma molti si stanno ancora chiedendo quanto controllo si ha dei propri dati che vengono affidati ogni giorno a questi dispositivi.

 

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